Gaggiano → Castelletto di Abbiategrasso

LUNGHEZZA
–

kilometri

DISLIVELLO IN SALITA

Metri

DISLIVELLO IN DISCESA

Metri

QUOTA MASSIMA
–

Metri

DIFFICOLTÀ
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ACQUA
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Parco Galilei a Zelo Surrigone; Parco Meloni a Zelo Surrigone; Casa dell’acqua di Vermezzo con Zelo; parco dei Granatieri a Castelletto di Abbiategrasso; casa dell’acqua di Abbiategrasso

ITINERARIO

IX
GAGGIANO
CASTELLETTO DI ABBIATEGRASSO

In questo percorso si parte visitando Gaggiano e, dopo un primo pezzo lungo il Naviglio Grande , si abbandona l’Alzaia per visitare il comune di Vermezzo con Zelo dove si trova l’incantevole Oratorio di San Galdino , per poi riabbracciare il Naviglio e raggiungere Castelletto, frazione di Abbiategrasso, in cui è possibile osservare la convergenza tra Naviglio Grande e Naviglio di Bereguardo.

INIZIO

GAGGIANO

Il nostro percorso ci porterà da Gaggiano verso Castelletto di Abbiategrasso, piccola frazione all’interno del comune di Abbiategrasso. Il viaggio inizia alla stazione ferroviaria di Gaggiano. Da qui, muovendovi lungo via Marconi, potrete osservare il Santuario di Sant’Invenzio , affascinante chiesa barocca, verso l’alzaia del Naviglio Grande. Dopo aver attraversato il canale e dato uno sguardo al Palazzo Venini Uboldi , potrete riprendere la marcia lungo l’Alzaia in direzione ovest. Una volta raggiunto lo storico ristorante La Bettolina visibile sulla destra, è vivamente consigliato procedere a una piccola deviazione, svoltando a sinistra poco più avanti, per visitare Vermezzo con Zelo , comune di circa 6000 abitanti situato a metà strada tra Gaggiano e Abbiategrasso. Si proceda in direzione sud girando poi a destra seguendo l’andamento della strada per continuare in direzione sud-ovest fino ed entrare nell’abitato di Zelo Surrigone, che con Vermezzo oggigiorno costituisce un comune unico.

VERMEZZO CON ZELO

Breve Storia

Il Naviglio scorre vicino al comune di Vermezzo con Zelo nato dalla recente unione delle due municipalità di Vermezzo e Zelo Surrigone.

Il primo toponimo è di origine romana ma di derivazione incerta: molti ritengono che provenga da “viridis medium”, ossia “in mezzo al verde”.

Alla fine del XV secolo il borgo fu ceduto da Ludovico il Moro ad Ambrogio Varese di Rosate e rimase di proprietà della famiglia per due secoli.

In quel periodo molte famiglie nobili milanesi avevano terreni e proprietà in questo territorio come i Del Conte, i Panigarola, i Visconti, gli Avogadro e la casata più rappresentativa, quella dei Pozzobonelli, presente fin dal XIII secolo.

Vermezzo godeva di un facile accesso al Naviglio Grande, ma era piuttosto isolato e questo non favorì il suo sviluppo.

Un ponte in ferro per il collegamento con la strada tra Abbiategrasso e Milano fu costruito solo nel 1903. Fino ad allora gli abitanti, per non allungare il percorso, utilizzavano una barca-traghetto gestita dall’oste della locanda Barbattola per oltrepassare il canale. Il traghetto era a trazione umana, ovvero il traghettatore muoveva il natante mediante una robusta corda di canapa ancorata alla riva.

Pochi anni dopo la costruzione del ponte gli abitanti poterono anche usufruire della linea tranviaria Milano-Corsico-Abbiategrasso.

Sono degni di menzione il palazzo Pozzobonelli Panigarola, costruito sui resti di un antichissimo castello il cui disegno risente della mano del Bramante, e scelto nel Settecento come residenza estiva dal Cardinale Giuseppe Pozzobonelli, arcivescovo di Milano, e passato nell’800 in eredità al conte Luigi Porro Lamberteghi, noto patriota risorgimentale; quindi la torretta medievale all’inizio del paese; e infine l’oratorio di San Galdino a Zelo Surrigone con i suoi interessanti affreschi cinquecenteschi attribuiti alla scuola di Leonardo da Vinci.

E’ possibile chiedere di poter visitare internamente l’oratorio facendone richiesta ai proprietari dall’adiacente bar-trattoria.

Oratorio di San Galdino, Zelo Surrigone

Qui si trova l’incantevole Oratorio di San Galdino , costruito nel 1418 come cappella della corte della famiglia Sala che gestiva terreni agricoli devoluti da Francesco Sforza: di incredibile pregio gli affreschi al suo interno, opera di un artista locale che portano l’impronta di Leonardo Da Vinci. Risalendo l’abitato verso nord attraversiamo il centro di Zelo Surrigone, dove potrete anche dare un’occhiata alla chiesa di Santa Giuliana e al Palazzo Confalonieri, che sorge sui resti del castello medievale. Successivamente si entra in Vermezzo, passando accanto alla Chiesa di San Zenone del XVII secolo, ma costruita su un edificio precedente di epoca longobarda, e Palazzo Pozzobonelli Panigarola di fine XV secolo, per poi raggiungere e superare la Cascina Ro con la sua caratteristica Torre Castellana. Il paesaggio circostante è quello tipico della Pianura Padana irrigua dominato sullo sfondo dall’imponente Monte Rosa. Si continua sempre verso nord ortogonalmente al Naviglio fino a ricongiungersi all’Alzaia all’altezza del ponte della Strada provinciale ex SS 494 Vigevanese per poi procedere in direzione ovest verso Abbiategrasso e, in poco tempo, si arriva a Castelletto di Abbiategrasso. 

A Castelletto è possibile osservare il punto di convergenza del Naviglio Grande con il Naviglio Bereguardo ed il Ticinello. Il Naviglio di Bereguardo fu costruito nel 1438 per volontà di Filippo Maria Visconti, Duca di Milano, come canale di navigazione per raggiungere Pavia e in seguito il Po e Venezia: la sua lunghezza è di 18,85 km e possiede dodici conche mediamente distanti 1,5 km. Sulla riva sinistra del Naviglio Grande prima della biforcazione si scorge palazzo Cittadini Stampa , risalente al XIV-XV secolo: in origine assegnato alla ricca famiglia milanese dei Cittadini, nell’Ottocento è diventato proprietà della famiglia Stampa per poi passare definitivamente al comune di Abbiategrasso, promotore di recenti restauri terminati nel 2014 che lo hanno reso sede di Fondazione per Leggere, centro dei sistemi bibliotecari di 58 Comuni del territorio.

PALAZZO CITTADINI STAMPA

Breve Storia

Come suggerisce il nome Castelletto, in parte frazione di Abbiategrasso e in parte di Albairate, dal momento che il confine comunale segue il percorso del Naviglio Grande, sembra sia nato da un ricetto fortificato voluto dai Della Torre nel Duecento e si è poi sviluppato come punto di dazio e stazione postale per le merci e i navigatori.

Oggi conserva monumenti Sei-Settecenteschi sui quali domina Palazzo Cittadini Stampa il cui piano nobile presenta delle interessanti sale affrescate quali la sala da ballo a tema nautico, la sala della musica con scene mitologiche riferite ad Apollo e Marsia e la piccola saletta con le pareti affrescate con panorami lacustri inseriti in un pergolato ligneo.

I primi proprietari, i Cittadini, nota famiglia dell’alta borghesia milanese, avevano un palazzo in zona piazza S. Alessandro, mentre la seconda parte del nome del palazzo, ricorda che ad entrarne in possesso fu Gaspare Stampa, noto patriota risorgimentale, di evidenti simpatie mazziniane. Pertanto frequentarono questo palazzo personaggi famosi quali Mazzini, Quadrio, Farini e Bakunin.

Nella piazza antistante il palazzo e lungo il ramo settentrionale del Naviglio Grande nel 1978 il regista Ermanno Olmi ambientò alcune scene del suo capolavoro “L’albero degli zoccoli”.

Oggi è di proprietà comunale ed ospita saltuariamente eventi soprattutto di carattere culturale, oltre alla sede di Fondazione per Leggere, a cui si può chiedere l’eventuale disponibilità di visitare gli interni del piano nobile.

Proprio in corrispondenza della convergenza tra i navigli è invece ubicata la Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio Abate , edificio a navata unica con due cappelle laterali e campanile, edificata tra il 1604 e il 1609: si suggerisce la visita ed anche una pausa.

CHIESA DI S. ANTONIO ABATE

Breve Storia

Altro gioiello del borgo di Castelletto è la chiesa di Sant’Antonio Abate sul bivio tra il Naviglio Grande e il Naviglio di Bereguardo.

L’origine della chiesa potrebbe risalire all’escavazione del Naviglio Grande, anche se notizie certe datano soltanto dal 1471. Era certamente antica però. L’edificio attuale sostituisce completamente quello precedente ed il progetto fu approvato da Federico Borromeo nel 1604. Dal 1609 la chiesa venne elevata a parrocchiale staccando questa comunità da quella di Vermezzo, troppo distante per i bisogni della popolazione.

Gli interni sono decorati in stile barocco lombardo con dorature e conservano una tela raffigurante la “Madonna Assunta” di Camillo Procaccini e una statua trecentesca di Madonna con Bambino che è la più antica sul territorio di Abbiategrasso.

La reliquia più importante in possesso della parrocchia è la berretta di S. Carlo Borromeo, che viene esposta alla venerazione dei fedeli in corrispondenza del 4 novembre, festa del santo.

A questo punto, dopo aver visitato la frazione, è possibile dirigersi in tranquillità verso il centro di Abbiategrasso e osservare, lungo il tragitto, la caratteristica Chiesa di San Rocco, costruita come ex-voto nel 1631 dopo l’epidemia di peste di manzoniana memoria, e il Castello Visconteo di Abbiategrasso, sede della biblioteca. A questo punto, a meno che non si gradisca un giro in centro, molto interessante per la struttura urbana e i monumenti sia civili che religiosi, è possibile terminare il percorso alla stazione ferroviaria di Abbiategrasso, che si trova giusto a due passi dal Castello.

Carta itinerario del percorso
Gaggiano – Abbiategrasso