Due Ruote nei Sapori d’Autunno
04/10/2026 GravelAbbiategrasso, MI
PROGRAMMA
04 Ottobre 2026
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Ore 08:30: Ritrovo in Alzaia del Naviglio Grande, Palazzo Stampa
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Ore 09:30: Partenza
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Ore 10:00: Colazione Morimondo, sede PRO LOCO
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Ore 11:00: Aperitivo ad Ozzero, Palazzo Cagnola
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Ore 13:00: Risottata a Robecco S/N, Parco di Villa Terzaghi
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Ore 15:00: Ristorante a Corbetta, villa Pagani
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Ore 16:30: Merenda ad Albairate
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Ore 17:30: Arrivo in Palazzo Stampa, Alzaia Naviglio Grande
N.B. gli orari sono puramente indicativi e dipendono dallo svolgimento di partenza
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Questa escursione nasce come tracciato della Pedalata nei Sapori d’Autunno 2026, un’iniziativa di FIAB Abbiategrasso, della Pro Loco di Abbiategrasso e delle Pro Loco dei comuni limitrofi che sono attraversati dal percorso della pedalata. Per questo motivo, e per la quantità di chilometri da fare, si consiglia l’uso della bicicletta.
ITINERARIO
Il percorso si struttura come un anello che ha inizio e termine nella frazione di Castelletto di Abbiategrasso. Da Milano vi si può arrivare in autobus e la fermata è nei pressi dell’inizio del percorso, ma probabilmente la ferrovia garantisce maggiore regolarità di transiti e quindi è consigliabile prendere in considerazione la possibilità di raggiungere con il treno Abbiategrasso e poi un brevissimo tragitto in autobus alla fermata già menzionata oppure circa un quarto d’ora a piedi percorrendo viale Mazzini e il sottopasso in corrispondenza di via Vespucci per arrivare al Naviglio di Bereguardo e seguire l’alzaia fino al punto di partenza. Naturalmente poi lo stesso percorso a ritroso per il rientro.
Attraversando la frazione di Castelletto di Abbiategrasso si incontra Palazzo Cittadini Stampa, uno degli edifici storici che testimoniano il passato signorile e agricolo del territorio. In passato il palazzo era legato indissolubilmente ai Cittadini e a Gaspare Stampa e ai suoi eredi, che sono le famiglie proprietarie dei terreni agricoli della zona e rappresentava un punto importante per l’organizzazione delle attività in campagna. Dopo anni di abbandono e degrado, il complesso è stato recuperato grazie a un importante intervento iniziato nel 2008. Dal 2015 Palazzo Stampa ospita la sede di Fondazione per Leggere, ente che promuove iniziative legate alla lettura pubblica e alle biblioteche del sud ovest milanese. Oggi il palazzo unisce quindi il valore storico del luogo a una funzione culturale ancora attiva sul territorio.
Si parte svoltando quasi immediatamente nella ciclabile di Via Verbano, seguendo il Ticinello, la roggia realizzata dai Milanesi per contrastare l’esercito di Federico Barbarossa a metà del XII secolo e che prende il nome dalla deviazione delle acque del fiume Ticino, che ancora oggi la alimenta attraverso il Naviglio Grande, e si prosegue fino a quando, superata ampiamente la Cascina Molino Primo, Via Verbano non svolta. A quel punto si continua seguendo l’andamento della via, svoltando a destra e poi a sinistra di nuovo verso sud, finché non si raggiunge la località di Caselle di Morimondo, immersa nel paesaggio agricolo del territorio abbiatense. Qui si trova la chiesa di Sant’Alberto, piccolo edificio religioso che per molti anni è stato il riferimento spirituale per gli abitanti delle cascine e delle campagne circostanti. La posizione isolata della chiesa riflette l’organizzazione tipica della campagna lombarda di un tempo, caratterizzata da cascine sparse e lunghi percorsi rurali. In un periodo in cui gli spostamenti erano più difficili rispetto a oggi, edifici come questo permettevano alle comunità locali di avere un luogo di incontro e di preghiera vicino ai campi in cui lavoravano quotidianamente. Ancora oggi la zona conserva un’atmosfera tranquilla e permette di osservare il forte legame tra territorio agricolo, tradizioni e vita rurale.
Raggiunta la rotonda che segue a Via Felice Lattuada, si prende la prima uscita in Via San Carlo per uscire dall’abitato di Caselle su una cicliabile che presto raggiunge l’alzaia del Naviglio di Bereguardo. A questo punto si va a sud lungo l’alzaia, ammirando lungo il tragitto la conca Morimondo. Non siamo gli unici perchè anche Leonardo da Vinci che vide queste conche ne prese nota nei suoi appunti! Subito dopo bisogna abbandonare l’alzaia e prendere lo sterrato a sinistra della cascina Angela. Arrivando a Morimondo il paesaggio cambia gradualmente e il percorso entra in uno dei luoghi più rappresentativi del territorio. Facciamo attenzione all’attraversamento della strada statale, utilizzando il semaforo a chiamata.
Il borgo si sviluppa attorno alla celebre Abbazia di Morimondo, fondata nel 1134 dai monaci cistercensi, che ebbero un ruolo fondamentale nello sviluppo agricolo e nell’organizzazione del paesaggio. Se lo si desidera, con una piccola deviazione dal percorso segnalato è possibile addentrarsi nel centro storico dove è presente anche il Museo d’Arte Sacra, di recente costituzione, che conserva presepi artistici, diorami e numerose opere legate alla tradizione religiosa locale. Le ambientazioni ricostruite all’interno del museo raccontano episodi biblici e scene di vita quotidiana attraverso scenografie ricche di dettagli. Poco fuori dal borgo è possibile osservare anche le marcite, prati irrigati grazie all’acqua delle risorgive.Tuttavia il percorso prosegue verso Via Passerini e poi a sinistra, dentro un boschetto, per uscire fuori dal borgo e osservare anche il paesaggio naturale.
La strada prosegue incurvandosi fino ad andare a ovest, dove ad un certo punto esce dal bosco. Qui intorno le marcite, prati irrigati grazie all’acqua delle risorgive, sono protagoniste. Questo sistema agricolo, sviluppato nel Medioevo, permetteva di mantenere il terreno fertile e produttivo anche durante l’inverno. Infatti la possibilità di numerosi sfalci di erba fresca durante tutto l’anno permetteva una migliore alimentazione del bestiame, in particolare bovini, e quindi della qualità del latte. Ciò ha determinato un significativo sviluppo dell’industria casearia, in particolare per la produzione di formaggi quali gorgonzola, quartirolo e taleggio, che caratterizza il territorio ancora oggi.
Costeggiando i muri esterni dell’Abbazia si giunge fino al suo ingresso: raccomandiamo assolutamente la visita del complesso religioso.
Dopo aver osservato o visitato l’Abbazia si continua lungo Viale 2 Giugno e poi Viale Francesco Giramo verso nord fino a girare, dopo il parcheggio, nella Strada Per Cascina Selva di Ozzero. All’altezza della cascina Cerina di Sopra si tiene la destra, attraversando alcune cascine e siamo già in vista di Ozzero, piccolo centro immerso nella campagna del Parco del Ticino, in una posizione leggermente più elevata rispetto ai campi.
Lasciata la strada provinciale 52, si entra in via Matteotti per dirigersi verso l’abitato. Qui si incontrano alcuni edifici che raccontano la storia del paese e del territorio circostante. Palazzo Cagnola è uno degli edifici storici più importanti di Ozzero ed è associato alla famiglia del conte Luigi Cagnola, noto architetto neoclassico vissuto tra il Settecento e l’Ottocento. La presenza del palazzo testimonia l’importanza che queste zone avevano per le famiglie milanesi proprietarie di terreni agricoli e residenze di campagna. Oggi è la sede del Municipio e di altri importanti istituti comunali come la biblioteca. Proprio di fronte si trova la chiesa parrocchiale di San Siro, principale edificio religioso della comunità locale. Dedicata a San Siro, primo vescovo di Pavia secondo la tradizione, la chiesa indica quanto sia rimasta persistente l’influenza dell’antica capitale longobarda in questo territorio che fa tuttavia parte della diocesi di Milano. Se si desiderasse dedicare un po’ più di tempo al paese meritano almeno una menzione palazzo Barzizza, villa Bianchi-Calvi (dove si trovano i resti del castello altomedievale) e il palazzo dei Centurione, che purtroppo oggigiorno versa in cattive condizioni.
Riprendendo invece il nostro percorso passiamo attorno alle scuole comunali e alla rotonda imbocchiamo il viale dello Sport sfruttando la pista ciclopedonale che ci porta verso Abbiategrasso. Si entra in città da una grande rotonda nella zona industriale e più periferica che però lasciamo ben presto alle spalle, percorrendo via Carlo Maria Maggi. Superato il passaggio a livello si svolta subito a sinistra in via I Maggio. All’intersezione dove sorge il bocciodromo si prende a sinistra e poi a destra fino al semaforo. Si prosegue diritto in via Lamarmora e poi via Pellico fino ad arrivare a via Stignani dove si trovano le scuole superiori e le loro attrezzature sportive. Si prosegue diritto su via Padre Carlo Vigevano e attraverso i sensi unici di via Minzoni e Sant’Antonio si raggiunge via Cassolnovo, che fino all’Ottocento conduceva al porto di Cassolo dove un traghetto permetteva di raggiungere l’altra riva del fiume Ticino. Si scende a sinistra e al bivio si prende a destra la Strada Casalina così da poter imboccare più avanti a destra la Strada Mercadante, tratto che permette di osservare il paesaggio agricolo tipico dell’Abbiatense, caratterizzato da campi coltivati, percorsi rurali e corsi d’acqua artificiali. Era questa l’antica strada forse pre-romana che collegava Pavia con Sesto Calende.
Poco più avanti su sterrato si raggiunge il Canale Scolmatore delle Piene del Nord-Ovest di Milano, importante opera idraulica costruita per deviare l’acqua in eccesso durante i periodi di piena e ridurre il rischio di allagamenti nel capoluogo. La presenza di canali, rogge e navigli dimostra quanto la gestione dell’acqua sia sempre stata fondamentale per questo territorio. Lungo il percorso sterrato si incontrano anche alcune cave, nate dall’estrazione di sabbia e ghiaia utilizzate nel settore edilizio. Con il tempo molte di queste aree si sono trasformate in ambienti naturali caratterizzati dalla presenza di acqua, vegetazione e fauna, diventando habitat essenziali per numerose specie animali.
Si continua lungo la Strada Mercadante fino a Cascinazza, frazione di Robecco sul Naviglio. Per raggiungere il centro della frazione, si segue ad est la Strada Vicinale della Canova, che è asfaltata, e poi a sinistra lungo Via Fratelli Bandiera. Raggiunto il centro si trova la chiesa di San Bernardo, piccolo edificio religioso legato alla storia rurale del territorio.
Si segue sempre la strada principale, via Fratelli Bandiera, e all’altezza del Molino Santa Marta la strada cambia nome e diventa via della Valle, che ci permette di entrare nella successiva frazione di Casterno, la quale prende il nome dal castrum romano, che secondo la tradizione qui si trovava. Al centro del paese si incontra la chiesa di Sant’Andrea, principale edificio religioso del borgo. Tutta questa porzione di territorio è nata dalla centuriazione romana, che ha strutturato il territorio ed è ancora percepibile nell’estrema regolarità degli appezzamenti di terreno, e che può essere meglio percepita da una vista dall’alto a volo d’uccello.
Piegando verso est, lungo la strada principale che si chiama via Casterno e oltre il cimitero della frazione, si raggiunge Robecco sul Naviglio, uno dei centri più caratteristici della zona. Soprattutto in corrispondenza del Naviglio Grande il visitatore è accolto un discreto numero di “ville di delizia”, eleganti residenze costruite tra il Seicento e l’Ottocento dalle famiglie nobili milanesi. Incontriamo subito Villa Terzaghi, ma il maggior numero di queste residenze si incontrano lungo il Naviglio Grande. Tra queste si trovano Villa Archinto, detta anche “il Castello”, Villa Gaia Gandini e Villa Gromo di Ternengo.
Queste ville venivano utilizzate dall’aristocrazia milanese come luoghi di villeggiatura e di riposo lontano dalla città, favorite dalla presenza del Naviglio, che permetteva rapidi collegamenti con Milano. Nel centro del paese si trova anche la chiesa di San Giovanni Battista, importante edificio religioso della comunità locale, mentre Casa Dugnani rappresenta una delle testimonianze storiche legate allo sviluppo del borgo lungo il Naviglio. Più discosta dalle altre, leggermente fuori dal nostro percorso, si trova Villa Scotti, che attualmente è sede del municipio. Durante il fine settimana il tratto di alzaia è particolarmente vivace, anche per la presenza di numerosi locali e può essere piuttosto affollato. E’ meglio tenerne conto per gli spostamenti in bicicletta. Per questo, superato il “Ponte dei Gradini”, uno degli angoli più fotografati di tutto il Naviglio Grande, è più opportuno proseguire lungo via Mazzini per dirigerci alla frazione di Castellazzo de’ Barzi, che prende il nome dall’importante famiglia feudale che qui risiedeva. Al centro della frazione si trovano i resti del collegio che nel periodo estivo aveva frequentato anche il giovane Alessandro Manzoni. Ma noi proseguiamo lungo le comode strade della periferia e attraverso via S. Rocco ci dirigiamo verso nord e all’altezza della cappella di S. Bernardo si prende a destra la strada Preloreto, che attraverso via Monte Cervino ci conduce a Corbetta, centro ricco di edifici storici, ville e luoghi religiosi che raccontano una storia illustre a partire dall’epoca in cui era il centro capopieve del territorio.
Tra le principali residenze storiche si trovano Villa Borri Manzoli, Villa Frisiani Mereghetti con il suo parco, Palazzo Brentano e Villa Pisani Dossi, testimonianze dell’importanza che il paese ebbe nei secoli passati per le famiglie nobili lombarde. Nel centro storico si incontrano anche la chiesa di San Sebastiano e l’antica torre medievale, elementi che conservano il legame con la storia più antica del borgo. Particolarmente importante è il Santuario di Corbetta, luogo di culto molto frequentato e ancora oggi punto di riferimento per la comunità locale e per numerosi visitatori. Il percorso si conclude attraversando il parco municipale, area verde che offre uno spazio tranquillo dove osservare il paesaggio urbano e naturale del territorio.
Il percorso prosegue attraversando il grande e piacevole parco municipale di Villa Frisiani Olivares Ferrario, dopodichè si ritorna sulle strade urbane in Via Giuseppe Parini verso est, raggiungendo la ciclabile che costeggia Via Europa, da seguire verso sud, fino a tornare su via Benedetto Croce, stavolta verso ovest, per poi svoltare sulla ciclabile che costeggia Via Nino Bixio che va percorsa verso sud. A questo punto si raggiunge facilmente la frazione di Cerello. Raggiunta Piazza San Vincenzo, si svolta a destra verso via Macchi e si esce presto dal piccolo centro.
Da qui in poi ci si appresta verso l’ultima parte del percorso, caratterizzata ancora dalla campagna. Raggiunta la strada provinciale 197, la si percorre verso sud seguendola per un lungo tratto. Dopo una curva a destra e una a sinistra per mantenersi sulla provinciale, continuando verso sud si raggiunge nuovamente il Naviglio Grande, stavolta a Cassinetta di Lugagnano. Anche qui, come a Robecco sul Naviglio, sono presenti diverse “Ville di Delizia”. Alcune, come Villa Birago Clari Monzini e le vicine Villa Mantegazza e Villa Trivulzio, non saranno visibili lungo il percorso perché in centro, dall’altro lato del Naviglio Grande, mentre si può incontrare Villa Castiglioni Nai Bossi Poroli con una piccola deviazione verso nord. Lungo il nostro percorso invece, seguendo per un tratto il Naviglio Grande verso sud, troviamo nell’ordine Villa Cattaneo Krentzlin, Villa Visconti Castiglione Maineri, di grande impatto scenografico, mentre visibile oltre il ponte Villa Beolco Negri, oggi sede del comune, e infine Villa Negri ai Platani, conosciuta anche come Villa Dembowski. Consigliamo di dare un’occhiata al nostro percorso VIII per ulteriori informazioni e per un tour specifico delle ville.
Proprio poco dopo Villa Dembowski, è il momento di svoltare a sinistra nella Strada per Albairate, ultima tappa prima del ritorno a Palazzo Cittadini Stampa, che era il nostro punto di partenza. Questa va seguita verso est e poi sud fino a raggiungere il già citato Canale Scolmatore delle Piene del Nord-Ovest di Milano, oltrepassato il quale si può svoltare in Via Vittorio Veneto, raggiungendo il centro del paese e dirigendosi verso sud. In piazza incontriamo la Chiesa di San Giorgio, un edificio religioso recente, sorto al posto di una chiesa precedente, dalla facciata in mattoni rossi e dallo stile neo-romanico. È proprio superata la chiesa che si svolta a destra in Via alla Brera, per poi svoltare a sinistra in Via Donatori di Sangue. Lungo la strada è possibile costeggiare il Museo agricolo Angelo Masperi, che si trova presso la Cascina Salcano. Il museo, ricco di oggetti originali, ha un’impronta soprattutto didattica e racconta gli usi e i costumi dei contadini della zona. Si continua verso sud sino al cimitero dove si trova l’Oratorio di San Bernardo, una piccola chiesetta dal fascino rurale benchè sia stata probabilmente realizzata su progetto del famoso architetto Francesco Maria Richino.
Giunti in fondo alla strada, alla rotonda, si prende la Via per Castelletto. Come suggerisce il nome, questa è la via del ritorno, ma ciò non significa che il viaggio non riservi ancora delle bellezze. Infatti a breve la via si sovrappone all’alzaia del Naviglio Grande, che diventa nuovamente direttrice del percorso, verso sud, e ci accompagna lungo il paesaggio che diventa anche industriale fino a tornare proprio all’incrocio dei navigli, a Castelletto di Abbiategrasso, dove termina il percorso e la pedalata.